Associazione Micologica del Matese
Sant'Angelo d'Alife (Ce) - via Roma- I Funghi del Matese
Iniziando la nostra virtuale passeggiata dall’ambiente più vicino a noi, il “prato”, in primavera nascosto tra l’erba è possibile trovare il fungo di S. Giorgio (Calocybe gambosa), o le pregiatissime spugnole (Morchella sp.), funghi molto particolari commestibili solo dopo bollitura.
Con l’avanzare della stagione, sul nostro cammino si possono incontrare i familiari prataioli (Agaricus bitorquis, A. campestris etc.), il ricercato fungo dell’inchiostro (Coprinus comatus) e le gambe secche (Marasmius oreades).
Bisogna però stare attenti perché è possibile trovare anche specie tossiche come le Clitocybi sp. e le vivacissime Hygrocybi sp.
Continuando il nostro percorso si arriva sulla macchia mediterranea costituita da arbusti intervallati da boschi di leccio o di querce e carpino.
Questa zona durante l’autunno è ricca dei grossi cespi di chiodino (Armillaria mellea), fungo molto apprezzato da queste parti, mentre con l’arrivo della bella stagione nasconde il ricercatissimo porcino detto “bronzino” (Boletus aereus), i colorati galletti (Cantharellus cibarius) dal profumo fruttato, la trombetta dei morti (Craterellus cornucopioides) ed il pregiato ovolo (Amanita caesarea).
Anche qui bisogna fare attenzione poiché tra le foglie si nasconde insidiosa la mortale tignosa verdognola (Amanita phalloides), il fungo più temuto dai raccoglitori e che ancora oggi lascia vittime tra gli imprudenti.
Dopo un po’, infine, si giunge nella fascia temperata dominata dal faggio. Passeggiando tra questi maestosi alberi dalla chioma che ombreggia il sottobosco si è accolti da una grande varietà fungina che riempie il bosco di colori ed odori.
Tra tante fragoline di bosco che addolciscono il nostro cammino si trovano i classici funghi delle fiabe, l’Amanita muscaria e l’Amanita pantherina, che però sono tossici e quindi vanno evitati; si scorgono poi funghi dalla tipica forma a corallo o a cavolfiore, le Ramarie, come la botritys e la flava, molto apprezzati per la consistenza delle loro carni ad eccezione della tossica Ramaria formosa.
Accompagnano il nostro cammino le vivacissime russule dai molteplici colori, tra le quali le più apprezzate a tavola sono la Russula virescens e la cyanoxantha, mentre poco lontano si erge maestosa la mazza di tamburo (Macrolepiota procera) anch’esso fungo molto ricercato.
Infine, come conclusione felice della nostra passeggiata, ai piedi di un grosso faggio ecco i funghi più ambiti da tutti i raccoglitori, i porcini Boletus edulis e Boletus aestivalis o reticolato.
In questa passeggiata ho voluto menzionare solo i funghi più conosciuti e più rappresentativi dei diversi habitat, ma in realtà il Matese offre una ricca flora micologica tale da poter soddisfare ogni raccoglitore o “micofago”.
Per questo motivo invito il lettore a visitare la nostra stupenda zona per ammirare tutte le bellezze che essa offre e godere delle bellezze che il sottobosco nasconde.
Armando Del Toro

